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“Che cosa sono gli anni? Finzioni. Macchie d’inchiostro sopra un calendario”

Il libro dell’autore Joseph O’Connor, di cui ho giร  recensito diversi libri (puoi trovarli nella stringa di ricerca), รจ un romanzo sull’amore e la vita turbolenta e difficile del drammaturgo irlandese John Synge e dell’attrice, Maire O’Neill (nata Mary Allgood), nella bigotta, sporca, selvaggia, difficile Irlanda.

Siamo a Londra nel 1952 e la storia ci viene narrata direttamente da Mary che oramai, avanti con l’etร , ricorda il primo incontro con l’uomo che segnerร  tutta la sua esistenza di donna e di attrice.

Mary, sciupata nell’animo e nel corpo, dalle tragedie della vita e dall’alcool in cui si รจ rifugiata, senza soldi tanto che per tirare avanti, sovente, chiede l’elemosina, in un freddo novembre londinese, mentre percorre la strada che la separa dagli uffici della BBC, dove รจ previsto un suo intervento radiofonico in qualitร  di ospite principale, ripercorre, e noi assieme a lei, tutta la sua esistenza, da povera adolescente irlandese a famosa attrice nei maggiori teatri mondiali, fra cui Broadway arrivando a recitare per il cinema in film diretti da Hitchcook.

L’infanzia, in un quartiere malfamato di Dublino, assieme alla sorella Sally (anche lei attrice), l’amore per la danza e la recitazione, la National Theatre Society, ma soprattutto l’incontro con Synge, che presto diventerร  il suo amante, sono i punti salienti di una vita spesa e sospesa fra due epoche (รจ nata nel 1885), sospesa fra due mondi, fra finzione e realtร , fra cattolici e protestanti, fra aristocrazia e poveri plebei, carestia e ricchezza, Europa e America.

L’amore, ricambiato, per Synge, osteggiato sino alla morte del drammaturgo dalla famiglia di lui, che non vedeva di buon occhio la passione per una ragazza molto piรน giovane, ma soprattutto di una ragazza di un ceto sociale molto inferiore, sono il leit motive di una vita nomade e di vagabondi.

Solo Mary capiva ciรฒ che ribolliva nell’animo di Synge che creava le proprie opere prendendo spunto dalla povertร , dal pescatore, dalle mani sporche di un operaio, dalla selvaggia ed impervia terra d’Irlanda, e che non risparmiava critiche alla societร  irlandese, bigotta e chiusa.

Synge, assieme al premio nobel, lo scrittore e drammaturgo Yates, e a Lady Gregory, aprรฌ l’Abbey Theatre a Dublino dove mosse i primi passi proprio Maire O’Neill e dove lentamente la loro vita, artistica e intima inizia: lui il suo pigmalione lei la sua musa.

E’ un racconto romanzato, ma che a mio modesto avviso, attraverso i ricordi di Mary/Maire, ci parla della precarietร  della vita, sospesa fra finzione e realtร , fra due secoli, fra ricchezza e povertร , fra vita e morte, fra luci e ombre, una vita, quella di Mary in particolare, costellata da grandissimi lutti, e da una unica e perpetua fiammella: l’amore per Synge.

Il titolo originale del libro “Ghost Light” ovvero “Luce fantasma” e si riferisce alla luce che, per scaramanzia nei teatri di Broadway, quando terminano le prove, viene lasciata accesa per i fantasmi che si dice risiedano nel teatro e che prendano possesso e si esibiscano per altri fantasmi.

Certamente calando nel racconto il titolo originale, si puรฒ pensare che l’autore volesse in questo modo non solo richiamare la vita dell’artista di teatro, ma anche l’ultima fiammella di vita, l’ultima recita che Mary offre al lettore raccontandogli ogni piรน intimo pensiero, ogni vicenda senza tralasciare nulla, quasi a voler liberare l’anima prima di lasciare per l’ultima volta il palcoscenico della vita, palcoscenico che ha lasciato ricordando il suo unico grande amore.

E’ un romanzo meraviglioso, molto coinvolgente come lo รจ il teatro e i suoi protagonisti: un racconto vivido, a volte crudo, a volte dolce, di un amore ostacolato ma senza tempo, di un mondo lontano, eppure molto piรน vicino di quanto si possa immaginare.




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