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“Mi piacerebbe fare il libraio di professione?

Tutto sommato – nonostante il proprietario mi trattasse gentilmente e nonostante alcuni giorni felici trascorsi in quella libreria – direi di no” (George Orwell – Ricordi di libreria 1936)

 

Il diario tenuto dal proprietario della libreria “The book shop” in Scozia da Shaun Bythell, รจ un meraviglioso, cinico e dettagliatissimo resoconto di un anno intero di vita dietro il bancone di una libreria di libri usati in Scozia, precisamente a Wigtown.

 

“Il primo Novembre del 2001, a trentun anni e un mese, sono diventato il nuovo proprietario del Book Shop. Forse, prima di decidermi al grande passo, avrei fatto bene a leggere Ricordi di Libreria…” Shaun cita cosรฌ il grande George Orwell, che per un piccolo periodo della sua vita ha lavorato come librario e a cui si riferisce sempre l’autore quando affronta i problemi, i clienti, le situazioni al limite che si รจ trovato a vivere in prima persona.

 

Il diario tenuto da Bythell รจ un vero scrigno di aneddoti, ma anche di informazioni che noi, semplici lettori, non immaginiamo: dalla lotta per sopravvivere contro colossi come Amazon, al lavoro di ricerca di volumi preziosi, alla gestione dei clienti, ai social network.

 

La figura romantica del libraio che si ciba di ossigeno e parole, รจ molto distante dalla realtร  quotidiana di chi, appassionato come Bythell, si trova a combattere una battaglia a volta impari, per far sopravvivere una libreria ricca di libri fisici e non virtuali, a fare attenzione alle recensioni, agli indici di gradimento, ad accontentare improbabili richieste, a spendere fatica oltre che soldi in manifestazioni come le fiere dei libri.

 

Le descrizioni comiche, le richieste pretenziose incredibili di clienti, le risposte ciniche e la vita quotidiana che si snoda lungo 365 giorni di Shaun, sono un vero corollario di ferocia, battute al vetriolo, ma soprattutto amore incondizionato per i libri che spazza via ogni tentazione di mollare.

 

Gli aneddoti riportati nel libro sono diversi e tutti davvero divertenti, ma soprattutto fanno riflettere perchรจ mettono di fronte, noi lettori, come in uno specchio gigantesco, i nostri capricci, la nostra superficialitร  e disattenzione.

 

E’ una lettura fluida scorrevole, si passano volentieri diverse ore in compagnia di questo diario di bordo, fra figure pittoresche come Sandy, il pagano tatuato, che regala bastoni fatti a mano da lui stesso a Shaun in cambio di libri (bastoni che comunque si vendono bene!), le scorribande del gatto di Shaun, Captain, nozioni interessanti sul valore del libri, sugli editori, su chi progettรฒ alcuni font che usiamo abitualmente al pc e sulla rivoluzione per le librerie con l’avvento di internet.

 

“A prima vista si direbbe che Amazon faccia del bene ai consumatori, ma c’รจ una massa invisibile di persone che soffrono per tali condizioni penalizzanti imposte ai venditori: autori che hanno visto i loro guadagni ridursi drasticamente negli ultimi dieci anni, e anche gli editori che non possono piรน correre il rischio di pubblicare degli sconosciuti…La politica dei prezzi di Amazon sembra decisa a eguagliare, se non a battere, la concorrenza al punto che su certe vendite viene spontaneo chiedersi come facciano a guadagnarci.Tutto ciรฒ esercita forti pressioni non solo sulle librerie indipendenti ma anche su chi pubblica i libri, su chi li scrive, e in ultima analisi sulla creativitร  stessa”

 

Una chicca….

 

“La nostra copia di Martialis, pur non essendo un incunabolo, ha il merito di essere un’aldina, ovvero un volume stampato nella piรน prestigiosa delle antiche tipografie veneziane, quella di Aldo Manuzio, divenuta famosa in tutto il mondo per aver introdotto il carattere corsivo e i libri di formato piccolo, quelli che oggi chiamiamo in ottavo. Le aldine si riconoscono a prima vista dalla loro marca tipografica: un delfino che si attorciglia intorno a un’ancora.”




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