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“…il suo compito era far cambiar rotta a quella nave, e per farlo non poteva che cominciare dai suoi ufficiali”

Romanzo scorrevolissimo e davvero piacevole, ha il grande pregio di raccontare le vicissitudini, ovviamente in forma romanzata, della vita di Wilhelmina Skogh, imprenditrice donna svedese, prima donna a capo del Grand Hotel di Stoccolma, nei primi novecento, che avrร  il grande onore di ospitare il banchetto offerto ai premi Nobel.

Dicembre 1901 il Grand Hotel, vanto della Svezia e della corona, รจ sull’orlo del fallimento e il Consiglio di Amministrazione decide, non senza titubanze, di affidare la direzione, per tentare di risollevare le sorti economiche dell’hotel, a Wilhelmina Skogh, che giร  dirige ben tre hotel in altre localitร  svedesi.

Wilhelmina รจ una donna di ampie vedute, che ha viaggiato per l’Europa e attinto idee da ogni suo viaggio per migliorare e avvicinarsi, se non superare, i grandi alberghi di lusso delle piรน importanti cittร  europee.

Quando le viene affidato il compito di risollevare le sorti del Grand Hotel, la Skog, propone al Consiglio di Amministrazione, dopo aver esaminato i punti critici dell’hotel, una serie di interventi, particolarmente dispendiosi, a suo avviso necessari per trasformare il Grand Hotel di Stoccolma nel piรน importante e sontuoso hotel dell’Europa. In fondo, il Grand Hotel รจ anche il palcoscenico dove si tengono i banchetti della cerimonia dei premi Nobel e questo prestigio ha bisogno di un degno palcoscenico.

Wilhelmina si contornerร  di donne come Ottilia, che ammira la sua direttrice, da cui attinge ogni prezioso suggerimento e che, soprattutto, ha voglia di fare carriera, di Margareta, vittima di un matrimonio con il violento Kurt, anche lui impiegato in hotel che si ribellerร  alla direzione da parte di una donna, di Beda, di Marta, di Karolina e Torun (sorella di Ottilia e amante dei libri).

Sarร  proprio in occasione di un ammutinamento di una parte del personale maschile capitanato da Kurt, che Wilhelmina e le sue collaboratrici, con a capo Ottilia, rivoluzioneranno il ruolo femminile all’interno dell’Hotel, affidando compiti sempre svolti da uomini, ad un gruppo di donne che salveranno la reputazione e contemporaneamente a trovare solidarietร  nei facoltosi clienti dell’hotel, soprattutto donne.

Wilhelmina Skogh dirigerร  l’hotel, lo amplierร , lo renderร  piรน moderno e lo farร  risplendere in tutto il continente e successivamente farร  costruire il Grand Hotel Royal una dependence del nucleo principale con il famoso Giardino d’Inverno che diverrร  il vero fiore all’occhiello.

E’ una storia di emancipazione femminile attraverso il lavoro, di riscatto, in un periodo in cui una “donna poteva dirigere un hotel, ma non poteva votare”, in una cittร  dove le tensioni sociali erano molto evidenti: povertร , analfabetismo, malattie erano all’ordine del giorno e il mondo, per come lo si era sempre conosciuto, stava trasformandosi per sempre.

Molto emozionante รจ il passaggio in cui viene organizzato un banchetto a favore di tutte le donne di diversa estrazione sociale in onore di Selma Lagerlรถf, prima donna ad essere insignita del premio Nobel per la letteratura.

Come sempre essendo una persona curiosa, ho voluto documentarmi sulla vita di Wilhelmina Skogh, imprenditrice, che ha costruito il suo primo hotel all’etร  di 27 anni. Donna con grandi idee nel marketing, ha incrementato, per abbattere i costi, l’uso delle verdure piรน salutari e meno dispendiose, e ha stretto una proficua collaborazione con l’agenzia di viaggi Thomas Cook, che invogliava i suoi clienti inglesi ad andare in Svezia per coniugare vacanza con caccia e pesca. (anche nel libro รจ citato questo passaggio).

Nel 1902 a 53 anni divenne Amministratore Delegato del Grand Hotel e quando il Grand Hotel Royal fu completato, divenne la sede del banchetto in onore dei premi Nobel. La sua permanenza al Grand Hotel durรฒ sino al 1910, quando, causa disaccordi con il Consiglio, lasciรฒ per sempre l’Hotel.

Gli ultimi anni furono per la Skogh difficili a causa della bancarotta per la costruzione e manutenzione della sontuosa villa che aveva fatto costruire e dove avrebbe dovuto finire i suoi giorni, che invece terminarono nel Palazzo Bolinder, palazzo che lei stessa aveva fatto costruire per accogliere il personale dell’Hotel.

 “Ho sentito che Karolina si chiedeva come abbia fatto a sognare qualcosa di cosรฌ perfetto. Sai, sognare รจ la parte piรน semplice. E’ darsi un obiettivo, raggiungerlo e mantenerlo giorno dopo giorno il compito piรน difficile. Ma noi, qui al Grand Hotel, ci riusciamo benissimo” (Wilhelmina Skogh)





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