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La biografia di Musi ci restituisce una parte di storia del nostro paese, partendo da una figura, spesso dimenticata e messa in ombra dalla famosa sorella, che in realtร , per chi scrive, รจ stata una meravigliosa e controversa scoperta: Maria Sofia di Wittelsbach.
Nel Gennaio del 1859 Maria Sofia di Wittelsbach, appena diciassettenne sposa, tramite procura, Francesco Borbone erede al trono del Regno delle due Sicilie, ed รจ da questo momento che la vita della bavarese, si intreccia indissolubilmente con il sud d’Italia con capitale Napoli e inizia la sua lotta contro l’unificazione del nostro paese.
Maria Sofia รจ la sorella minore della famosa Elisabetta di Baviera (Sissi) ed รจ l’ultima Regina regnante del regno delle due Sicilie, una monarchia assoluta. Quando arriva a Bari, ad attenderla ci sono, oltre lo sposo, anche il Re Ferdinando II che morirร di lรฌ a poco.
Maggio 1859 Maria Sofia diviene Regina delle due Sicilie assieme a Francesco II, di un regno che durerร appena due anni. Giร durante il regno di Ferdinando II, le prime crepe cominciavano a minacciare la tenuta, sotto la spinta di moti che via via diventavano sempre piรน minacciosi per una monarchia assoluta (solo quella Pontificia di Pio IX era assoluta in tutta Europa) non priva di corruzione e che usava la violenza per sedare il malcontento fra le persone indigenti.
Maria Sofia, dunque, diviene regina di un regno poggiato su un terreno d’argilla, che in meno di due anni si sfalderร sotto i colpi di una societร italiana ed europea, che stava cambiando velocemente, e un sentimento unitario che pareva inarrestabile.
La vita di Maria Sofia non fu semplice, non solo per la giovane etร , non solo per un matrimonio non particolarmente passionale, quanto per l’educazione impartita dal padre il Conte Massimiliano di Baviera e dalla madre Ludovica, improntato alla libertร , e dunque poco avvezza alle trame di corte e pettegolezzi (fu al centro di un grosso scandalo, una vera macchinazione che voleva screditarla mediante la divulgazione di fotografie che ritraevano la Regina in scene di nudo grazie a fotomontaggi!!! Come si puรฒ vedere i photoshop non sono una invenzione di questo secolo).
Quando Garibaldi e il suo esercito riuscirono a cacciare i regnanti da Napoli, nel 1860, questi ultimi si rifugiarono a Gaeta, e questo รจ il luogo che ha reso celebre Maria Sofia, la Regina-soldato, che con la forza tipica tedesca riuscรฌ a spronare i soldati rimasti al loro fianco (molti passarono dall’altra parte e molti furono i tradimenti anche fra generali) trasformandosi in infermiera e accudendoli, non facendo mai mancare loro il sostegno anche pratico dei sovrani.
La storia si sa, pose fine al Regno delle due Sicilie e della monarchia dei Borbone nel febbraio del 1861: da quel momento Maria Sofia divenne la Regina errante, che non placherร mai la sua sete di vendetta.
Il libro spiega doviziosamente tutti i passaggi dell’unificazione, dei risvolti politici, umani e delle trasformazioni che iniziarono nel nostro paese, cosรฌ come nel resto d’Europa.
Ma concentrandomi solo sulla figura di Maria Sofia, regina che, in cuor suo, non abdicรฒ mai, mai si arrese a nessun Garibaldino, a nessun Cavour, ma soprattutto a nessun Savoia.
Maria Sofia, nel suo errare per l’Europa, nei salotti bene, fu una sostenitrice del brigantaggio, degli anarchici, elargendo denaro, e rimase sempre in contatto con chi poteva, un giorno, restituirle quel trono che, a suo parere, era solo suo. L’odio per i Savoia e riavere il trono, saranno l’unico scopo della vita, anche quando Francesco morirร lasciandola vedova.
Il motivo di tanta ostinazione, risiede in una sua riflessione:
“La rivoluzione รจ stata fatta dall’alto non dal basso”
come dire che le popolazioni, che la gente del suo regno era al fianco suo e del Re Francesco, e che avevano tutti subito dall’alto una decisione presa da altri che stavano al nord. Erano stati usurpati delle terre e del regno.
Come si sa i primi anni d’esilio furono presso la corte Pontificia di Pio IX con la corte Napoletana che li aveva seguiti, la suocera Maria Teresa D’Asburgo, seconda moglie di Ferdinando, e matrigna di Francesco II, donna pia e devota, quasi ossessionata dalla religione, che a sua volta ossessionรฒ il povero Francesco.
Non furono anni felici, al contrario, ed รจ in questo frangente che Maria Sofia si innamora di una guardia zuava di origine belga-francese affidatole dallo stato pontificio. Rimarrร incinta e per questo si trasferirร nella sua Baviera a Possenhofen e qui accudita ed aiutata dalla famiglia. Siamo nel 1862, e nascosta da tutti e protetta dalla madre e dal padre, partorirร sicuramente una figlia, ma ci sono prove che inducono a pensare che Maria Sofia abbia partorito due gemelle: Viola e Daisy.
Daisy, la bambina di cui si ha la certezza, fu alla fine affidata al padre, mentre Viola sembrerebbe che sia stata affidata al fratello maggiore di Maria Sofia Luigi e della moglie Henriette (la famosa Persichetta del film Sissi) e che appena dopo la nascita, le cambiarono il nome in Maria Luisa. A dirlo รจ la stessa Maria Luisa di Wallersee.
L’amato Zuavo morรฌ pochi anni dopo cosรฌ come la figlia Daisy (nel 1886) che, dopo la morte del padre, fu affidata a dei parenti.
Maria Sofia dopo aver partorito ritorna a Roma accanto al marito, e decide di confessargli tutto. Francesco non solo la perdona, ma decide di affrontare l’operazione che ha sempre evitato e che di fatto ha negato la consumazione del matrimonio.
Francesco supera l’operazione e finalmente nel 1870 Maria Sofia darร alla luce la primogenita della coppia Maria Cristina Pia. Purtroppo la bambina morirร tre mesi dopo, gettando nello sconforto i genitori.
La coppia in realtร rimarrร molto vicina nel suo esilio che li porterร sempre piรน spesso fuori dall’Italia. Nel frattempo Torino รจ divenuta la capitale e centro nevralgico del potere con i regnati di casa Savoia per poi essere spodestata da Firenze, luogo piรน centrale alla periferica capitale piemontese, ed infine, nel 1871 sostituita da Roma quale nuova capitale dell’Italia unita.
Ma torniamo indietro di qualche anno. 1864 l’ultimo Re del regno delle due Sicilie muore. Iniziano per Maria Sofia anni di “vagabondaggio” fra le corti europee, Parigi, Vienna, e la sua amata Baviera. Mai doma e ancora rabbiosa per il furto subito, in questo ultimo scorcio di ottocento, che giร prefigura un cambiamento epocale, perderร non solo il marito ma anche le amate sorelle Maria Carlotta (morta con altre cento persone in un incendio a Parigi nel 1897) ed Elisabetta (1898), oltre a dover affrontare problemi finanziari.
“I Savoia non sono stati chic con noi Borbone. Che don Giovanni Rossi, ch’era impegnato nella Casa Reale nostra e aveva la custodia dei borderรฒ di quatto milioni di ducati, proprietร privatissima di mio marito, sia andato subito a presentarlo al Garibaldi, appena costui entrรฒ in Napoli, per farsene merito, non i meraviglia; che il Garibaldi lo abbia subito confiscato, …..neppure questo mi meraviglia; i rivoluzionari hanno sempre fatto cosรฌ con i Re caduti”
E ancora
“La repubblica francese fu molto piรน signora con gli Orleans di quanto sia stato il Regno d’Italia con noi…e ora non i venite a dire che i figli del re d’Italia sono sani e belli e che si godono la vita. Io ne sono felice e auguro loro ogni bene. Ma non voglia che un giorno anch’essi non abbiano da difendere, dall’esilio, i loro patrimoni personali” Maria Sofia di Borbone.
Le parole dell’ultima Regina sembrano quasi una “maledizione” in questa intervista rilasciata nel 1924 oramai vicina alla morte.
In una precedente intervista del 1923 Maria Sofia ancora una volta, fa emergere di se il ritratto di una ex sovrana detronizzata dall’alto
“Se il mio sposo, invece di rimanere a Roma, avesse varcato i confini del Regno e si fosse messo a capo degli insorti, raccogliendo le bande sparse in un solo esercito, saremmo entrati vittoriosi nella reggia di Napoli”
Contemporaneamente riesce a vedere la disgregazione di tutte le dinastie regnanti, forse con un pizzico di godimento
“Tutte le dinastie sono destinate a finire. Anche l’Italia, secondo quel che mi dicono, non รจ nรฉ tranquilla nรฉ contenta. E chissร che i Savoia non debbano riprendere, un giorno o l’altro, la via dell’esilio”.
Sempre nella medesima intervista Maria Sofia getta uno sguardo sul fascismo e afferma
“Al re non rimane altro che il prestigio del fasto, e se fanno vita di piccoli borghesi come il re d’Italia, รจ naturale che a qualche piccolo borghese, loro suddito, venga l’idea di prenderne il posto”
Maria Sofia di Wittelsbach , ultima regina del Sud, muore nel 1925, e ciรฒ che non poteva sapere รจ che alla fine, lei si imparentรฒ proprio con i Savoia.
Facciamo un passo indietro.
1897 in occasione del funerale a Parigi della sorella Maria Carlotta, Maria Sofia presentรฒ Alberto I (futuro re dei Belgi nel 1909) ad Elisabetta Wittelsbach, figlia di un fratello di Maria Sofia.
Inutile dire che i due si fidanzarono, proprio nella casa parigina di Maria Sofia e nel 1906 nacque ad Ostenda, in Belgio, Maria Josรจ Carlotta Sofia Amelia Gabriella di Sassonia Coburgo-Gotha.
Per un curioso scherzo del destino Maria Josรจ fu una delle nipoti predilette di Maria Sofia: entrambe le donne fuori dagli schemi, amanti dello sport (soprattutto quelli ritenuti maschili) audaci, caratteri forti ma anche dallo spirito libero.
Ma soprattutto entrambe regine “italiane” tradite dalla storia in esilio per tutta la vita.
Mentre Maria Sofia non ha mai accettato gli accadimenti storici, “….non puรฒ accettare la repubblica che per lei si identifica col disordine, con l’anarchia, Maria Josรจ accettรฒ ciรฒ che il popolo espresse nel famoso referendum del 1946 e le conseguenze".
E’ un libro veramente molto interessante, ricco di spunti, di rivelazioni (Marcel Proust la ricorda nel suo “Recherche du temps perdu”), note biografiche delle sorelle Wittelsbach, di interviste rilasciate dall’ex regina, la piรน estroversa delle cinque sorelle, la piรน incline, come dichiarerร al giornalista de “la Stampa” Giovanni Ansaldo, “a gustarsi la vita”.

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