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“Un esperimento praticato da donne ignoranti”
Se dicessi che una donna aristocratica inglese, due italiani (un dragomanno), Costantinopoli e l’Oriente sono gli ingredienti che hanno portato alla nascita del vaccino contro il vaiolo, immagino che molti rimarrebbero di stucco con gli occhi fuori dalle orbite.
Il libro di Maria Teresa Giaveri รจ un vero scrigno di sapienza, di aneddoti e contemporaneamente una vera lezione di storia, medicina, italiano condita da tanta avventura!
Pariamo dall’inizio. Siamo nel 1716 Lady Wortley Montagu ed il marito Edward Wortley Montagu, membro del parlamento inglese che aspira ad una brillante carriera, viene nominato ambasciatore in Turchia. Entrambi intraprendono, in carrozza, il loro viaggio che li porterร a Costantinopoli, quella che oggi chiamiamo Istanbul e dove tutto avrร inizio.
Il viaggio, avventuroso, non spaventa Lady Montagu, che non รจ mai stata fuori dal suolo inglese. Donna illuminata, curiosa, intelligente, di cultura umanistica che ha studiato da sola, ironica e arguta vero perno catalizzatore di tutti i circoli londinesi che contano, ma che ha visto sfiorire la propria bellezza a causa del vaiolo, apprezza e ama conoscere nuovi mondi, nuovi usi e costumi come diremmo oggi, nuovi paesaggi e nuove lingue
“Se potessi seguire la mia inclinazione, viaggerei, mio primo e piรน caro desiderio" (Lady Montagu)
Lady Mary Montagu ci regala, attraverso la corrispondenza intrattenuta con le amiche, un bellissimo resoconto del viaggio, delle curiositร e delle meraviglie, da occidente ad oriente, fra impero austro-ungarico e turco, che i suoi curiosi occhi, senza piรน ciglia causa il vaiolo, le restituiscono.
Territorio difficile causa le guerre fra i due imperi, i coniugi con il figlioletto Edward, attraverseranno i territori piรน pericolosi, scortati dai Giannizzeri, ragazzi turchi piuttosto corpulenti e poco pacifici, di famiglia cristiana che perรฒ vengono tolti dalle loro famiglie e indottrinati nella fede islamica, a servizio del Sultano; nel tempo perรฒ i Giannizzeri riescono ad ottenere privilegi sempre maggiori e, grazie alla loro brutalitร , (ricattavano, taglieggiavano, e uccidevano senza pietร ) persino il Sultano era arrivato a temerli (tanto che lo rovesciarono!).
Edward Wortley, Lady Montagu e il piccolo Edward, arrivano finalmente a Costantinopoli, e Lady Montagu comincia ad apprezzare questo mondo fantastico, una babele di lingue, di tradizioni, usanze. E la prima scoperta di cui farร partecipe diverse amiche di penna, รจ il bagno turco. Ed รจ in questo luogo che apprende molte informazioni e in una missiva ad una amica confida che
“Le donne non hanno molto da temere dal risentimento dei mariti, dato che quelle ricche hanno in mano tutto il loro patrimonio, che portano con sรฉ in caso di divorzio, con un’aggiunta che egli รจ obbligato a dare”.
Situazione ben diversa nel mondo occidentale, dove ogni bene passa dal padre al marito e al figlio.
Ed รจ proprio in questo mondo distante in tutti i sensi, dove francesi, inglesi, greci, turchi, italiani, armeni e tante altre etnie convivono, che Lady Montagu viene a conoscenza che la piaga del vaiolo da diverso tempo viene affrontato in un modo completamente diverso dalle solite pratiche mediche occidentali.
Scrivendo ad una amica, la informa che
“il vaiolo cosรฌ fatale e cosรฌ frequente fra noi, รจ qui reso completamente inoffensivo dall’invenzione dell’inoculazione, come viene chiamata. C’รจ un gruppo di vecchie che ne fanno la loro attivitร ogni autunno….la vecchia con un guscio di noce riempito della miglior materia vaiolosa punge con un grosso ago introducendo in vena tanto veleno quanto ce ne sta in una punta di un ago”.
Anche se questo passaggio fa rabbrividire, in realtร per Lady Montagu รจ una vera scoperta e decide di perseguire su questa strada.
Ma facciamo un passo indietro. Edward e Mary Montagu, conoscono francese e italiano, ma sono consapevoli di aver necessitร di un vero interprete. Nel 1700 questa funzione era svolta dai Dragomanni, ovvero colte persone che conoscevano molte lingue, fra cui il turco. Conoscevano leggi e usanze, cultura, diplomazia, commercio, ogni aspetto del paese che ospitava sia loro che la loro famiglia.
I dragomanni all’epoca a Costantinopoli, erano nella maggior parte italiani, provenienti soprattutto da Venezia e Genova, due cittร marinare che avevano da tempo intrattenuto scambi commerciali, tanto che l’italiano risulta la lingua ufficiale su molti trattati dell’epoca.
Il primo dragomanno dell’ambasciata inglese รจ italiano e si chiama Emanuel Timoni, laureato in medicina a Padova, laurea honoris causa ad Oxford, viene assunto proprio da Edward Wortley in qualitร di dragomanno, traduttore, confidente, collaboratore.
Se Lady Montagu viene a conoscenza grazie a “chiacchiere fra donne” riguardo l’inoculazione del vaccino, รจ la figura di Emanuel Timoni, corrispondente della “Royal Society” a confermare la bontร del procedimento; giร nel 1714 Timoni aveva inviato una lettera in Inghilterra, ricca di particolari, in cui spiegava il procedimento e del suo successo ottenuto e pubblicata su una prestigiosa rivista scientifica, in cui si parla per la prima volta di inoculazione. La Royal Society sconcertata dalle informazioni di Timoni si rivolse ad un altro medico a cui chiedere maggiori informazioni e delucidazioni: il medico รจ Jacopo Pilarino, ex studente padovano, che a sua volta conferma la bontร della pratica e da quel momento i due medici lavoreranno fianco a fianco per divulgare e convincere chi ancora non credeva nel metodo.
La resistenza ad aprirsi verso questa pratica, osteggiata dalla chiesa, indusse i due dottori patavini a dover fare pressione per la divulgazione, che se fosse stata accolta favorevolmente, giร a partire dal 1714-15, l’Europa avrebbe potuto contrastare questa piaga che, al contrario, continuรฒ a mietere vittime anche illustri, per ancora molti decenni.
Solo molto piรน tardi quando la rivista inglese specializzata, a cui a suo tempo Timoni aveva inviato la lettera, ebbe una diffusione internazionale, anche il concetto di inoculazione divenne di piรน ampio respiro.
Ma in realtร fu Mary Montagu la vera promotrice, lo sponsor come diremmo oggi.
1718 a distanza di pochissimo tempo muoiono sia Pilarino che Timoni venendo cosรฌ a mancare i padri, i megafoni della pratica, e di colpo facendo regredire il mondo scientifico che ancora dibatteva sulla opportunitร del metodo.
Mary Montagรน nel 1718 fece inoculare il figlioletto Edward e appena tornata in patria nel medesimo anno (il marito Edward subรฌ un colpo basso a livello politico che sancรฌ la fine di Ambasciatore a Costantinopoli a favore del suo invidioso rivale) fece inoculare la figlioletta Mary nata in Turchia.
Nel viaggio di rientro Mary finalmente vede e conosce l’Italia, paese che farร parte della sua vita per molto tempo.
Rientrata nei circoli che contano a Londra, Mary si spende affinchรจ la pratica conosciuta, diventi sempre piรน famosa e praticata, facendo partecipare alla sua esperienza niente meno che la principessa del Galles, futura regina, che a sua volta immunizzรฒ i figli.
Non sono mancati ovviamente detrattori che sottolineavano che
“praticata da donne su base empirica, l’inoculazione era stata introdotta in Inghilterra da una donna, sia pure di alto ceto, e promossa da un’altra donna, sia pure di condizione regale”
sottolineando in tal modo l’origine femminile in senso negativo.
Le ondate di epidemia di vaiolo, sempre piรน ravvicinate e virulente, stanno divorando anche il nuovo mondo (Boston in particolar modo) e Lady Montagu continua la sua incessante divulgazione a sostegno di quei medici che si schierano contro pregiudizi della chiesa e titubanze del mondo accademico.
Siamo nel 1737 e Lady Montagu da regina dei salotti illuminati si innamora, non ricambiata, di Francesco Algarotti, giovane italiano un casanova si potrebbe dire, per cui Mary Montagu perde la testa e decide di stabilirsi a Venezia in Italia per molti anni, con la scusa del clima migliore. Peccato che Algarotti ad una Lady, preferisca una intima simpatia con il futuro re di Prussia Federico II. Solo nel 1761, dopo 15 anni sul suolo italiano, Mary oramai vedova, ammalata e fragile, tornerร nella sua patria a Londra a vivere vicino alla conformista figlia.
“quanto diversa, purtroppo, dai magnifici palazzi veneziani!" (Lady Montagu)
In tutto questo tempo il dibattito e la pratica di inoculazione continua fra alterne fortune e medici di varie nazioni, quasi come una staffetta, tengono accesa la fiamma facendo passi in avanti e migliorando il metodo. Anche in Italia รจ oramai una pratica consolidata, mentre sarร la Francia, l’ultima grande nazione a compiere questo passo, dopo la scioccante morte nel 1774, del Re Luigi XV dopo anni e anni di lotte verbali su sponde opposte e rassegnandosi ad accettare “l’innesto”!
Ultima tappa in questo lungo viaggio che ha visto una nobile e una malattia terribile viaggiare a braccetto รจ proprio il 1774 quando una ondata terribile di epidemia di vaiolo investe anche l’Inghilterra.
L’agricoltore inglese Benjamin Jesty, viene contagiato dal vaiolo bovino. Guarisce e pensa di immunizzare moglie e figli prelevando da una vacca ammalata il pus e innestandolo nel braccio dei suoi familiari (anche grazie alla conoscenza della tecnica proprio di Timoni!). Inutile dire che l’operazione ebbe esito positivo. Naturalmente questa commistione di umano e animale scatena fortissime critiche, ma in realtร l’ “Inoculazione bovina” o “vaccina” interesserร moltissimi medici che affineranno la tecnica, la porteranno avanti contro altri pregiudizi, in quanto scopriranno che il “vaiolo” bovino รจ meno aggressivo di quello umano e quindi piรน sicuro da inoculare.
Si arriva cosรฌ al 1798 quando Edward Jenner riuscirร a far accettare il procedimento e di fatto la nascita della…”vaccinazione”
Il secolo che ha visto splendere l’Illuminismo รจ stato di fatto un periodo difficile per le donne e la medicina: ed anche se รจ stato necessario un secolo per arrivare a piegare una malattia che mieteva piรน vittime delle guerre, in realtร se non ci fossero stati illuminati precursori come Timori e Pilarino e una donna che non si รจ mai arresa e che ha continuato, grazie alla sua posizione, a divulgare senza sosta la pratica e lasciandoci in ereditร una corrispondenza epistolare di grande pregio, a cui si รจ potuto attingere per raccontare uno dei periodi piรน difficili per il genere umano, sicuramente avremmo perso parte del cammino sin qui fatto e forse le cose sarebbero andate diversamente.

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