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 ๐Ÿ“– "Loro"

Kay Dick

“La distruzione non conta. Potremmo sempre ricreare da capo”

Dopo “Il canto del Profeta” di Paul Lynch mi sono trovata fra le mani “Loro” di Kay Dick, libro del 1977 che ho scoperto per caso e che si puรฒ annoverare fra i libri distopici piรน angoscianti che io abbia mai letto.

Anche il “caso” del libro in questione, come l’autrice, sono di per se un racconto nel racconto: il libro uscito nel 1977, ripubblicato dopo quasi 50 anni, forse sulla scia di un rinnovato interesse in merito a questo filone, trovรฒ all’epoca, una opposizione durissima con recensioni che stroncarono il libro e fu ritirato per le scarse vendite andando fuori stampa. La sua riscoperta, come detto, dopo 50 anni fu per caso e immediatamente ribattezzato come un “capolavoro distopico perduto”. Nel 2022 fu ristampato e da allora molte sono le persone, me compresa, che hanno apprezzato questo straordinario e contemporaneamente inquietante libro.

“Loro” non hanno volto, non si sa chi sono, da dove vengono, se hanno “padroni”, se eseguono dei comandi. Si sa che odiano l’arte, odiano il bello, odiano chi vive solo, ma soprattutto non sopportano le persone che creano, che provano sentimenti e la esaltano tramite scritti, pitture, sculture, musica.

Si muovono in squadra e distruggono ogni opera e se l’artista si oppone, resistendo e perseverando, per contrappasso “Loro” infliggono una punizione corporale “pari” al loro peccato: i pittori vengono accecati, i musicisti resi sordi, agli scrittori bruciati i libri e mutilat(basta osservare la copertina!)

Siamo in Inghilterra e un gruppo di artisti scappati da Londra ormai a ferro e fuoco, si rifugiano sulla costa dove possono continuare, non senza pericolo, la loro arte: tenerla viva il piรน possibile e tramandarla opponendo resistenza รจ lo scopo. 

Dal mare perรฒ “Loro” si presentano e man mano iniziano incursioni nelle case dove dipinti, libri, sculture, strumenti musicali vengono fatti sparire o distrutti lasciando i laboratori completamente fatti a pezzi.

Le intimidazioni diventano sempre piรน devastanti e le leggi promulgate per limitare sempre piรน la libertร  delle persone, sono all’ordine del giorno.

In un clima di terrore e paura, dove non sono poche le persone che vengono portate via di peso per essere “curate” e “guarite”, ovvero togliere loro la volontร  e renderle insensibili a qualunque sentimento, assertive e inermi, i pochi che resistono, vivono cercando di ricordare la bellezza dei giardini in fiore respirando a pieni polmoni, ammirando il cielo azzurro e il mare, ma soprattutto cercando di ricordare chi erano e chi sono.

E’ un libro come ho giร  definito angosciante, in quanto ho trovato moltissimi parallelismi, con ciรฒ che la societร  attuale ha vissuto e sta vivendo.

Il fine ultimo รจ di rendere le persone prive di volontร , renderle assertive, senza opinioni, automi che non hanno alcun desiderio di ribellione, ma soprattutto che alla fine perdono la volontร  di cercare o ricordare cosa significa CREARE.

Persino il contadino che si รจ rifiutato di utilizzare le macchine che “Loro” impongono per coltivare il proprio campo, preferendo un lavoro manuale piรน umano, viene portato via in quanto si ribella alle leggi imposte.

In ultimo ricordo che la Dick lo scrisse nel 1977, e che il suo primo intento era quello di parlare dell’arte (forse era anche una velata accusa al mondo dell’arte che anzichรฉ mostrare al mondo le problematiche si stava o veniva fatta tacere divenendo serva del potere?) in realtร  letto oggigiorno trova molteplici chiavi di lettura: un mondo che viene sempre piรน anestetizzato (televisore), omologato, dove essere creativi anzichรฉ essere un punto di vanto, viene quasi deriso.

Come detto รจ molto un libro molto forte, che andrebbe riscoperto, soprattutto da chi ama il genere.

Citazioni dal libro ๐Ÿ‘‰ "Loro"





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