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๐Ÿ“– "Le cinque donne – La storia vera delle vittime di Jack lo Squartatore"

✍ Halle Rubenhold

“Le vittime di Jack lo squartatore, non sono mai state "solo Prostitute"...erano figlie, mogli, madri, sorelle e amanti. Erano donne. Erano esseri umani, questo in se deve bastare..." (H. Rubenhold)

E’ sufficiente questa frase dell’autrice inglese, per comprendere appieno il lavoro racchiuso nella sua opera, il vero scopo, ovvero restituire non solo un volto, ma una dignitร  a queste donne che, per moltissimo tempo, sono state etichettate, in almeno 4 casi su 5, in maniera erronea, ovvero prostitute, in quanto semplicemente erano indigenti e facevano parte di quella folta schiera di disperati, derelitti, invisibili agli occhi di una aristocrazia tipica dell’etร  vittoriana.

Mary Ann Nichols detta Polly, Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly sono i nomi che spesso non compaiono a fianco di “vittima”, ma che in realtร  celano una vita: sono state anzitutto figlie, poi spose e quindi madri, hanno subito soprusi a volte, a volte sono state allontanate dalle famiglie, a volte il destino ha girato loro le spalle, segnando di fatto il loro destino per sempre.

“Il mio intento non รจ quello di dare la caccia e un nome all’assassino. Desidero, invece, seguire le tracce di cinque donne, soppesare le loro esperienze nel contesto del loro tempo e ripercorrere il loro cammino di luce e ombra. Meritavano piรน dei vuoti gusci umani in cui le abbiamo trasformate….” (Rubenhold)

Non erano di famiglie agiate, ma comunque provenivano da ambienti che, nella scala sociale, non erano fra le piรน basse: in un caso il padre era cocchiere, in un altro fabbro, e che quindi potevano vivere tutto sommato una vita piรน agevole con entrate sicure e con la possibilitร  di vivere in maniera piรน tranquilla.

Ma cosa accadeva se disgraziatamente il capofamiglia moriva e quindi l’entrata piรน cospicua veniva a mancare, o se ci si sposava con un uomo che perdeva il lavoro, o peggio che ci picchiava e la donna si allontanava dal tetto coniugale? Il destino era segnato: le donne che vivevano per strada, grazie a sussidi, e che si mantenevano con lavoretti da vendere o chiedendo l’elemosina, senza un tetto sulla testa, erano immediatamente etichettate come dedite al mercimonio.

“La caduta morale equiparava una poveretta senza casa e una prostituta” (Rubenhold)

Questo, allo stato dei fatti, รจ ciรฒ che accadde a Polly, Annie, Elizabeth e Catherine: essere etichettate come prostitute, quasi per agevolare il lavoro della polizia, per “donare” tanto materiale ai giornali scandalistici che ci camparono sopra molto tempo (in realtร  anche oggi) ma, soprattutto affermare in modo indiretto che - tranquilli Jack lo Squartatore si accanisce solo su donne che vendono il loro corpo.

“I giornalisti di provincia, inclusi quelli che none erano mai stati a Londra o non avevano mai messo piede a Whitechapel, depredarono le storie, inventando citazioni e persino interrogatori. La disinformazione si radicรฒ nella coscienza collettiva, proprio come accade al giorno d’oggi”. (Rubenhold)

Il libro รจ un bellissimo affresco dell’etร  vittoriana, fatta di poche luci e tante ombre: siamo nel 1887 e Londra e tutta la nazione si prepara a festeggiare il giubileo d’oro della Regina, un magnifico momento di apoteosi collettiva inglese che mette in mostra al mondo la propria potenza e ricchezza, ma che in realtร  nasconde agli occhi dello stesso mondo, disuguaglianze, fatto di donne e uomini affamati, disperati e distrutti, dediti all’alcool, l’unico amico e confidente di moltissimi di loro, incluse diverse vittime di Jack.

La Regina Vittoria regna incontrastata e la sua cerchia aristocratica non si cura di ciรฒ che, a pochi isolati dai palazzi che contano, a Whitechapel, vivono i sudditi: fra workhouse (pensionati, dormitori per alcolizzati e disperati), gente che dormiva sotto le stelle, che mendicava un tozzo di pane, malati, anziani, indigenti.

“Chi dormiva all’aperto forse si percepiva come invisibile agli occhi della – societร  rispettabile – ma era parte di una vera folla. Nel 1887 si stimรฒ che il numero di coloro che bivaccavano a Trafalgar Square ogni notte oscillasse tra oltre duecento e seicento” (Rubenhold)

L’autrice ha fatto un lavoro certosino di ricostruzione delle gerarchie, di come si viveva all’epoca, dei sistemi scolastici, della vita di tutti i giorni, un vero tuffo nel passato, un libro di storia completo, e solo grazie a questo lavoro perfetto ci si puรฒ calare e capire meglio come รจ potuto non solo accadere che 5 donne furono uccise nel sonno, ma soprattutto come possa essere accaduto che queste vittime fossero declassate a vittime meno importanti, in quanto dedite alla prostituzione, affermazione, come giร  detto, assolutamente non vera.

“Come gli abitanti dei pensionati di Whitechapel, le vittime di Jack lo Squartatore e le loro vite sono rimaste invischiate in una rete di supposizioni, pettegolezzi e ipotesi infondate. Voci nate piรน di centotrenta anni fa e rimaste indisturbate e incontrastate per tutto questo tempo. Le storie di Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane portano ancora impressi il marchio e la forma che i valori vittoriani hanno dato loro: maschili, autoritari e borghesi. Valori elaborati in un’epoca in cui le donne non avevano nรฉ voce, nรฉ diritti, e i poveri erano considerati pigri e degenerati” (Rubenhold)

Le riflessioni che l’autrice nell’epilogo ci restituisce, di questo viaggio nel mondo vittoriano, come detto, fatto di molti soprusi, e troppe ingiustizie, รจ di una brutalitร , logica e fredda quanto una lama: “….autorizza a liquidare queste figlie, mogli e madri come una manciata di battone moribonde e ubriache che Jack si limitรฒ a giustiziare….Eleva la posizione dell’assassino a quella di personaggio e concede alle vittime il privilegio di essere state in intimitร  con uno degli uomini piรน famosi del mondo”





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