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๐Ÿ“–  “Le bibliotecarie di Alessandria”

✍  Alessandra Lavagnino

Ammetto che per scrivere questa recensione, mi sono dovuta prendere molto tempo. E’ un romanzo appassionante che mi ha coinvolto moltissimo, e trovare le parole giuste per rendergli giustizia e riuscire a trasmettere il bello di questo libro รจ stato, ed รจ ancora, difficile.

E’ un romanzo che ha un fil rouge, un filo comune: l’amore e la missione di salvare la bellezza delle parole e delle immagini.

Arte e libri vanno di pari passo in questo romanzo corale, che vede tre generazioni e tre famiglie, i Canterno, i Mucciarelli e i Fieschi, provenienti da diversi luoghi dell’Italia, di diversa estrazione sociale, che intrecceranno il loro destino, fra il 1870 e il 1945.

Adriana ci racconta la sua famiglia, partendo dai suoi nonni Tommaso e Antonia, i Canterno, nella Ciociaria del 1870, passando per la madre Marta e gli zii Giacomo e Margherita, fino alla famiglia del padre, Enrico Fieschi, di nobili origini.

Il romanzo si sviluppa come detto fra tre famiglie e tre generazioni, fra guerre, lutti, fra cambiamenti sociali e societร  multiculturali, ma sopra ogni cosa il grande amore per i libri e l’arte.

Tutto ha inizio nel 1899 quando Tommaso Canterno vincendo la cattedra di Italiano e Latino presso il Ginnasio e Liceo per Italiani ad Alessandria d’Egitto, si trova improvvisamente costretto a lasciare la sua terra, Alatri, e spostarsi con la moglie Antonia ed i figli, in una cittร , in un paese distante non solo in termini geografici, ma anche linguistici, culturali, e di costume. E’ qui che Marta, la madre di Adriana, nasce e cresce, fra gente di diversa cultura, fra colori sgargianti, fra profumi di spezie che mai hanno sentito in Italia, fra greci, arabi e ciprioti, in una babele perfettamente integrata che permette a Tommaso e ai figli, soprattutto Marta e Margherita, di imparare ad amare non solo i classici greci e latini, ma ad imparare diverse lingue.

Nel 1920 i Canterno rientrano a Roma, ad eccezione del padre, ed รจ in questo periodo che le sorelle iniziano a lavorare per la biblioteca: l’amore trasmesso dal padre per i libri le agevola moltissimo. E sempre in questo periodo Marta incontra Enrico, unendosi in matrimonio in breve tempo.

I risvolti personali dei vari protagonisti, fanno da sfondo ad un paese, l’Italia, che si troverร  a vivere uno dei periodi piรน bui e devastanti della sua esistenza: l’attesa di una guerra che nessuno vuole, e che logora i nervi e mina la fiducia. Adriana bambina, in tutto questo, รจ spettatrice passiva di una guerra all’interno della sua famiglia e nella sua vita, anticipando di molto ciรฒ che verrร  molti anni dopo nella societร .

Nei capitoli finali, dedicati al disperato tentativo di proteggere libri e l’arte, (Marta ed Enrico avranno il compito durante la guerra di mettere in salvo preziosi manoscritti e opere inestimabili) traspare tutta la disperazione, il coraggio, ma soprattutto l’amore per il bello: in un momento di distruzione, paura e morte, la cultura รจ il vero salvagente dell’essere umano.

Gli occhi di Adriana bimba ed adolescente, sono gli occhi innocenti di chi, una volta adulta, riuscirร  ad elaborare i ricordi e le sensazioni, i silenzi e le omissioni di famiglia, e di tutto ciรฒ che la circondava; Il viaggio a ritroso nei ricordi, a volte dolorosi e a volte felici, fra luoghi, colori,  odori, รจ un viaggio prezioso come il lungo percorso che tutti i  protagonisti di questo magnifico romanzo, hanno compiuto.

Vi invito a leggere due preziosissimi estratti dal libro che ho voluto riportare integralmente per la loro forza e bellezza.

Citazioni dal libro ๐Ÿ‘‰ "Le bibliotecarie di Alessandria"




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